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PEDAGOGIA - Pag. 230 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Napoleone riorganizzò il sistema scolastico per renderlo laico e statale. Egli mise in piedi un sistema d'istruzione articolato e per certi versi innovativo.  2. Il liceo era l’erede del collegio. Doveva rappresentare la fucina della classe dirigente dell’impero. Il liceo fu aggiornato più per i contenuti che per i metodi di insegnamento. Un rigoroso controllo era esercitato sulla vita dei liceali; dovevano risiedere stabilmente all’interno dell’istituto eseguire programmi rigidi. Il liceo era il livello intermedio tra le scuole centrali e l’università. 3. Il 17 marzo 1808 venne varata la legge che fondò l’Università imperiale, composta da tante Accademie quante erano le corti d’appello.

PEDAGOGIA - Pag. 228 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Nell’ideologia rivoluzionaria l’educazione doveva infondere lo spirito di sacrificio proprio del buono repubblicano; il bambino doveva essere abituato a compiere lavori faticosi. Solo così sarebbe diventato un soldato eccellente.   2. L’idealizzazione costituì un elemento centrale della propaganda e dell’ideologia rivoluzionaria.   3. Fu riaffermata l’importanza del legame affettivo madre-figlio. I bambini privi della madre naturale andavano inseriti in una nuova famiglia che ricreasse un rapporto d’amore. Solo l’educazione familiare poteva garantire un’adeguata formazione morale.

PEDAGOGIA - Pag. 225 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. ? 2. Gli idéologues erano la generazione di uomini di cultura e scienziati successiva a quella dei philosophes.   3. Sin dalle prime fasi della Rivoluzione francese vi fu l’introduzione di una nuova concezione di cittadino, come anche di uomo. L’uomo era inteso come soggetto portatore di diritti, prima ancora che di doveri.  

PEDAGOGIA - Pag. 217 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Pestalozzi invertì la scala dei valori, additando agli uomini come  profondamente educativo il modello femminile. Anche i padri, i maestri, dovevano rapportarsi i bambini in modo affettuoso. Pestalozzi andò oltre il dato biologico della madre, mostrando l’importanza dell’attaccamento materno per il sano sviluppo emotivo e morale dei figli.   2. Grazie all’amore materno il figlio sviluppa la certezza di poter contare su una persona sicura e fidata.il senso morale veniva promosso con l’esempio, in quello materno era il migliore.   3. Pestalozzi era contrario ai brefotrofi, perché erano luoghi solo di astinenza nei quali non c’era il calore materno.

PEDAGOGIA - Pag. 216 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Neuhof era un’impresa agricola fondata nel 1769.si trattava di un istituto per ragazzi poveri che forniva un’istruzione elementare e preparava al lavoro.   2. La trama del romanzo Leonardo Gertrude è molto semplice: un villaggio è governato in modo dispotico dal podestà. Leonardo reagisce i suoi soprusi abbandonandosi al vino e all’ozio. Geltrude lo salva.dopo aver cacciato il podestà giunge un saggio maestro che contribuisce a riportare ordine e pace.

ANTROPOLOGIA- Pag. 139 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. L e potenzialità intellettive universalmente presenti sono: l’astrazione (capacità di isolare un aspetto da un complesso di elementi), la categorizzazione (capacità di raggruppare gli elementi di tipo classico la parentesi, l’induzione (capacità di procedere dallo specifico in generale), la deduzione (capacità di passare dal generale allo specifico). 2. Lo stile cognitivo globale è caratterizzato da una disposizione cognitiva che parte della totalità del fenomeno considerato per giungere solo successivamente alla particolarità. Lo stile articolato, invece, parte dalla considerazione dei singoli elementi dell’esperienza per risalire alla totalità.   3.Presso alcuni popoli i nomi hanno un potere sulle cose e sugli esseri umani, poiché sono ignari dell’esistenza e dell’uso della scrittura.  

ANTROPOLOGIA - Pag. 132 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. Tutti gli esseri umani sono più o meno dotati delle stesse capacità sensoriali e intellettuali e, se vi sono differenze tra loro, queste si manifestano all’interno di tutte le culture e non tra le culture.  2. Secondo Lèvi-Strauss il pensiero primitivo non è privo di aspetti speculativi, riflessivi e teoretici rispetto a quello moderno.    3. La prima forma di scrittura apparse durante il III millennio a.C. nell’area mesopotamica e nelle aree limitrofi.   4. I cantastorie, per memorizzare i loro racconti, utilizzavano tecniche mnemoniche direttamente derivate da uno stile di pensiero tipico delle culture orali. Essi fanno riferimento a modelli fissi e formule.

PEDAGOGIA - Pag. 212 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. Kant diede grande importanza alle pratiche della puericultura. Egli sottolineava l’importanza del latte materno. L’obiettivo di una corretta gestione dei pri mi anni di vita del bambino è quello di evitare di contrarre abitudini negative. Per Kant è evidente la superiorità della formazione pratico-morale rispetto a quella fisica. 2. Il ragazzo deve coltivare, insieme all’educatore, le facoltà cognitive. Egli suggeriva all’insegnanti di adottare il metodo socratico, basato sull’interazione continua tra docente e allievo.  3. Nei giovani è importante sviluppare l’obbedienza, la sincerità, la socievolezza, la cultura, la disciplina, la prudenza e la moralità.   4. Kant sosteneva che le disuguaglianze sociali andassero mostrate ai propri discepoli, poiché derivavano dall’usurpazione da parte di alcuni della libertà dei diritti di altri uomini. L’obiettivo era promuovere la conoscenza dell’uguaglianza ed ispirare a un sentimento umanitario universale.

PEDAGOGIA - Pag. 207 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Filangieri credeva che l’unico modo per fondare un sistema scolastico efficiente ed esteso al maggior numero possibile di cittadini era quello di dotarlo di un codice organico (coerente penso turato) di leggi. Questa credenza aveva radici nel pensiero di Helvétius. 2. L' ducazione pubblica dovrebbe fornire sia la cultura di base sia la conoscenza di una professione manuale. Questa prima forma di istruzione dura 13 anni ed è obbligatoria per tutti. La formazione del cittadino dovrebbe poi proseguire per mezzo dell’educazione dei costumi. La terza forma di educazione, inoltre, è l’istruzione pubblica che comprendeva le università, le accademie, la stampa e le belle arti.

PSICOLOGIA - Pag. 169 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Le norme servono a delimitare lo spazio di libertà individuale all’interno di un gruppo. 2. I processi comunicativi all’interno del gruppo sono la comunicazione a ruota (e centralizzata, focalizzata sul leader) e la comunicazione rete (decentrata, diffusa tra tutti i membri). 3. Il leader è colui che esercita maggiore influenza sugli altri membri del gruppo, facilitando il raggiungimento di un obiettivo comune. La leadership può essere autoritaria (caratterizzata da severità), democratica (crea un buon clima) e permissiva (lascia l’iniziativa spontanea degli individui). 4. La leadership permissiva è caratterizzata dall’applicazione del leader e lascia all’iniziativa spontanea degli individui le decisioni. Può produrre malumore e scarsa collaborazione. Può, però, portare a comportamenti più espressivi e creativi degli individui.

PEDAGOGIA - Pag. 204 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. L’Illuminismo ebbe un ruolo di primo piano nel promuovere la diffusione dell’istruzione popolare. La fiducia degli illuministi era riposta nella ragione, perché considerata come lo strumento cognitivo per eccellenza in grado di scegliere coscientemente ciò che è buono e conveniente.   2. Charles de Montesquieu, Adam Smith e Rousseau consideravano l’educazione popolare un valore.   3. Montesquieu sosteneva la necessità di un’educazione “repubblicana“, perché era l’unica capace di garantire la formazione completa dell’uomo, educato in virtù della felicità propria e di quella della patria.

PSICOLOGIA - Pag. 167 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Un gruppo sociale deve possedere queste tre caratteristiche: l’interazione (le persone che interagiscono tra loro interno in relazione), l’appartenenza (i membri del gruppo sentono di farne parte) e l’identità (ciascun membro riconosce gli altri come parte del gruppo). Ad esse si aggiungono anche la condivisione di scopi comuni, di norme e di valori.   2. La famiglia è un gruppo primario, un gruppo di appartenenza, interno e naturale. La famiglia è un gruppo che non muta, rimane un punto di riferimento relativamente permanente. È il gruppo in cui l’individuo è inserito e con il quale si identifica; il gruppo rispecchia in questo caso lo status oggettivo di un individuo. La famiglia è il gruppo in cui l’individuo nasce o che si sceglie autonomamente.   3. Lo status di ogni membro può essere modificato se subentra una nuova persona all’interno di esso. La ristrutturazione del sistema prevede l’introduzione di nuovi scopi comuni all’interno del gruppo da parte di un ...

PEDAGOGIA - Pag. 197 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Rousseau fu costretto a rifugiarsi in Svizzera, perché il parlamento di Parigi lo condannò al carcere.   2. Il filosofo riteneva che l’educazione religiosa fosse inutile in quanto non era sperimentata empiricamente.   3. ?   4. Le critiche mosse da Giacinto Sigismondo Gerdil a Rousseau furono quelle di aver criticato l’istruzione religiosa come base di ogni apprendimento, di aver sostenuto che i sensi potevano essere utilizzati per trasmettere le basi del sapere, non aver considerato la religione come l’unico sapere in grado di moderare gli stimoli potenzialmente perversi offerti dai sensi e di aver sostenuto che l’isolamento fosse utile per il fanciullo.

PEDAGOGIA - Pag. 194 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. L ’Emilio è suddiviso in cinque libri. È un romanzo pedagogico nel quale viene presentata l’educazione di un immaginario fanciullo (Emilio), dalla nascita fino all’età adulta.   2. Secondo Rousseau il compito dei genitori e dei precettori era quello di fornire un orientamento unico e coerente tra i tre differenti tipi di educazione (educazione della natura, delle cose e degli uomini). Un buon educatore mette il proprio allievo nella situazione di compiere esperienze utili e positive. Sfruttando la curiosità innata l’essere umano deve prima esplorare le sue facoltà sensoriali e poi studiare le scienze esatte.   3. Il primo riconoscimento di Rousseau è quello di aver reso chiare le trasformazioni che regolano lo sviluppo dell’essere, riportando le teorie sensistiche. Il secondo riconoscimento riguarda la tesi secondo cui ciascun individuo è portatore di capacità originali. L’autore pensava all’adulto come a colui che si prodiga per organizzare le situazioni educa...

PSICOLOGIA - Pag. 162 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1.I l sé concettuale nella teoria di Neisser è il contenitore degli altri quattro sé; contribuisce formando un’immagine di se stessi omogenea e coerente. È l’idea che abbiamo di noi stessi.   2. Secondo Neisser i sé che si formano dall’interazione con l’ambiente sono il sé ecologico, che deriva dall’interazione con l’ambiente fisico, e il sé interpersonale, che è il risultato delle interazioni con le altre persone.   3. Nella teoria del campo elaborata da Lewin il fulcro è la rappresentazione del mondo, poiché gioca ruolo fondamentale nelle azioni degli esseri umani.   4. Secondo Lewin il comportamento deriva dai tratti cardinali (influenzano ogni azione individuale), dai tratti centrali (emergono in una serie di situazioni) e dalle disposizioni secondarie (emergono in diverse situazioni).   5. Lo studioso americano sottolinea l’unicità di ogni individuo. Non parla di "sé", ma di "proprio". Il "proprio" non è innato, ma è un elemento intrinseco....

ANTROPOLOGIA - Pag.116 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. L'insufficienza produttiva è una delle cause che spinge tutt'oggi numerose popolazioni a migrare verso le città. 2. Una volta trasferiti nelle città le popolazioni causano guerre civili, disordini e conflitti di vario tipo. 3. ? 4. I Sinti e i Rom, oltre ai pastori, sono delle comunità che praticano il nomadismo.

ANTROPOLOGIA - Pag. 112 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. La rivoluzione agricola coincise con il passaggio dalla caccia-raccolta alla coltivazione. Rivoluzione agricola portò alla divisione del lavoro, alla formazione dei primi centri urbani, all’invenzione della scrittura, del calcolo e alla nascita di religioni amministrate da sacerdoti. 2. Gli uomini preistorici, grazie all’addomesticamento di piante animali, riuscirono a trarne nuovi esemplari e ad aumentare la selezione di cibo da poter consumare. 3. La rivoluzione agricola cambiò anche le abitudini alimentari. Il modo di preparare il cibo diventa un segno di distinzione e di differenza tra un gruppo e l’altro. Il cibo diventa un elemento simbolico. Mangiare le stesse cose rinsalda legami tra i membri di una comunità.

PSICOLOGIA - Pag. 157 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Secondo la teoria di Sullivan le relazioni interpersonali sono essenziali nello sviluppo del sé, poiché attraverso di essi permettono una conoscenza più profonda mediante le opinioni. 2. I giudizi altrui sono soggetti a una continua interpretazione. Come conseguenza l’immagine di sé e finisce spesso per contrastare con le opinioni altrui. 3. Il modo in cui una persona si presenta agli altri, l’immagine che dà di sé, si chiama autopresentazione.   4. Gli schemi sociali sono strutture cognitive che semplificano la realtà e guidano la costituzione di nuove conoscenze. Fra di essi vi sono i copioni: schemi sociali relativi agli eventi.   

ANTROPOLOGIA - Pag. 106 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. La storia umana è caratterizzata ovunque da un lento processo di adattamento agli ambienti e ai climi più diversi. In presenza di ambienti così differenti gli esseri umani hanno dovuto elaborare forme di adattamento molto diverse tra loro. 2. L’essere umano è un essere sociale e vive in comunità; ciò gli consente di coordinare gli sforzi di un numero incalcolabile di individui. L’organizzazione del lavoro è alla base delle relazioni umane. L’homo sapiens sapiens ha basato la sua sopravvivenza sulla caccia e sulla pesca.   3. I rapporti tra maschi e femmine sono molto più paritari. Le donne non sono confinate alla sua sfera domestica. In queste società non si hanno forme di stratificazioni sociali.   4. Le società acquisitive erano caratterizzate da differenze di potere e di ricchezza. Il paragone tra le società acquisitive di oggi e i nostri antenati europei sono forzate e difficili. (?)

SOCIOLOGIA - Pag. 142 es. “per fare il punto” - esercizio/compito

1. Sono i comportamenti delle persone che rappresentano le istituzioni e ce le rendono visibili. Ciò è possibile, perché le istituzioni sociali creano dei modelli di comportamento a cui gli individui difficilmente possono sottrarsi. 2. A seconda del posto nel quale ci troviamo assumiamo comportamenti diversi. Una posizione può essere occupata da chiunque purché chi la occupa risponda ad alcuni requisiti minimali. 3. Il ruolo non dipende dalla persona ma dalla posizione, perché il nostro agire è dettato anche dal ruolo che ricopriamo. Ciascun individuo deriva anche dal posto che occupa, infatti esso contribuisce a determinarne gli atteggiamenti il comportamento. 4. I ruoli non sono mai impermeabili alla personalità di chi li interpreta. Il comportamento istituzionale è inevitabilmente influenzato dalla personalità. 5. Tanto più una società è strutturata, tanto più l’istituzionalizzazione costituisce in realtà un meccanismo di potenziamento delle possibilità individuali. Nessu...